Mesagne : Museo civico archeologico Ugo Granafei (Mesagne). Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare in Provincia di Brindisi.

Informazioni storiche della Provincia di Brindisi

Il museo Granafei possiede un ricco patrimonio archeologico proveniente dal territorio di Mesagne, ma anche da altre zone della Puglia. L’importanza di Mesagne e del suo territorio, dal punto di vista storico- archeologico, è ben nota già a partire dal 1600. Con l’espansione dell’abitato, si sono poi moltiplicate le occasioni di ritrovamenti che hanno gettato nuova luce sulla storia del sito in età pre-romana e romana. Dal 1970 in poi diversi scavi e indagini scientifiche hanno portato all’individuazione di antichi cimiteri, ovvero necropoli, in vari quartieri dell’abitato.
Sempre a partire dagli anni ’70 anche il territorio di Mesagne è stato oggetto di indagini da parte della Soprintendenza Archeologica della Puglia, indagini che hanno portato alla conoscenza degli importanti siti extra-urbani di Muro Maurizio, Malvindi e Muro Tenente. I dati archeologici hanno confermato la rilevanza di Mesagne quale centro popolato dai Messapi, in posizione strategica tra le due importanti città di Brindisi e Oria, “terra di mezzo”, definizione cui molti studiosi fanno risalire l’origine del nome “Mesagne”.
All’inizio del secolo scorso il significativo numero delle scoperte a Mesagne e nel suo territorio, spinse i promotori della Biblioteca Popolare “Ugo Granafei” ad istituire una piccola raccolta archeologica che si andò man mano arricchendo di reperti donati da diversi cittadini. A partire dal 1970, poi, nel Museo sono confluiti materiali provenienti da tombe pertinenti ad un arco cronologico compreso tra il VI ed il II secolo a.C.; si tratta per lo più di reperti ceramici tipici della cultura messapica, fiorita nel Salento prima della conquista romana della metà del III sec. a.C.; di prodotti importati dal mondo greco; di vasellame imitante, nella forma e decorazione, le produzioni greche. Più rari, risultano invece, gli oggetti in metallo come fibbie e monete. Allestito in un primo tempo presso il Palazzo Municipale, e in seguito presso la sede dell’omonima biblioteca “Ugo Granafei”, il Museo conteneva in un’unica sala diverse sezioni, alle quali si sono aggiunti i reperti relativi a cinque sepolture rinvenute nel 1988 in via San Pancrazio. Una di queste tombe, del tipo a semicamera, cioè protetta da muri e coperta da lastroni, è stata ricostruita al piano terra del Castello Comunale, attuale sede del Museo.
E’ con questo eccezionale documento che comincia il percorso espositivo del Museo che, aperto al pubblico nel 1999, attualmente prevede la visita a sei sale contenenti i reperti relativi alle necropoli meridionale e settentrionale, quelli provenienti da collezioni private, ed il mosaico recuperato dall’impianto termale di Malvindi. Sono invece in allestimento le sale dedicate alle monete ed alle iscrizioni.
Tratto da : comune.mesagne.br.it

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